di Bianca Zerbini

Gentilissima signora Hillary Clinton, mi chiamo Bianca e sono una studentessa della scuola Parmigianino, a Parma, in Italia, e volevo mandarle il mio sostegno in questo momento difficile per lei. Ho sempre pensato che avere una presidentessa donna potesse essere una fonte illuminante per tutte le donne del mondo, in particolare per quelle oppresse e spaventate da regimi politici e religiosi che le credono inferiori all’uomo. Cara Hillary – ti considero una donna di cui potermi fidare ed è per questo che mi rivolgo a te come a un’amica – non ti nego che la vittoria di Trump mi preoccupi molto; credo che lui sia interessato solo a soddisfare il suo bisogno di potere e, per raggiungerlo, sia disposto a calpestare i diritti dei deboli, delle donne, degli omosessuali, dei neri e di tutte le persone che appartengono a minoranze povere e senza lavoro. Da te, in quando donna, mamma e nonna, avremmo invece avuto una politica a favore dell’uguaglianza tra uomo e donna, a sostegno della famiglia e del giusto lavoro per tutti gli americani e per gli uomini e le donne venuti da terre lontane per trovare serenità e salute. Forse anche Trump si impegnerà con i grandi capi del mondo, in particolare i leader della Russia, della Turchia, della Corea e dei Paesi arabi, per costruire un mondo di pace e di accoglienza. Però, se lo vedo in televisione, capisco solo che lui si preoccupa del suo aspetto, del suo bel vestito e delle sue figlie bionde, sane e ricche. Allora mi viene da pensare che forse lei, prima di ricacciare i poveri messicani, disperati e impauriti, avrebbe provato ad allargare le braccia e a stringerli per dar loro una speranza, perché nessuno abbandona la propria terra se non perché costretto dagli orrori della violenza e della fame. Tutto ciò non so se lo vedrò, non so cosa il futuro mi riserverà e spero che la sua presenza di donna capace e intelligente rimanga ben solida nella vita degli americani e nostra. Grazie per l’esempio che ci ha lasciato e che nel mio piccolo cercherò di portare avanti nella mia vita.