di Pierre Bezuchov

 È da un po’ di tempo che non ti scrivo più. Sono successe molte cose qui. Lo sai che io mi confido sempre con te e, anche se è una piccola cosa, per me è pur sempre importante. Ricordo ancora quando eravamo alle Medie e io ti dicevo chi mi piaceva e tu, alcune volte, mi davi qualche consiglio. Giuro che quella volta ero davvero innamorato e lo sono anche adesso. Ricordo quando cercavo di conquistarla in tutti i modi, con biglietti, disegni… parole, soprattutto parole! Quando lei si sentiva male e io le stavo vicino (solo io), chiedendole ogni secondo se stava meglio. Ogni minuto vicino a lei era straordinario. Ricordo di quando piansi per questo amore, quando mi preoccupavo per lei e volevo che tutti i suoi mali passassero a me. Avrei fatto qualsiasi cosa per lei. L’unica cosa che cambierei, se potessi tornare indietro, è dirle quello che provavo faccia a faccia e non su quel cavolo di WhatsApp. Sì, sarebbe stato molto difficile, mi sarei emozionato, ma forse, e dico forse, mi avrebbe dato una possibilità, in fondo c’è per tutti. Sono stato un codardo a parlarle solo su WhatsApp ma, quando ami veramente qualcuno, è molto difficile parlargli, hai sempre paura che qualcosa possa andare storto, basta una sua sola parola, un solo “no”, un solo “non voglio stare con te”, “non ti amo” e “amo un altro” ecc. per dividere il tuo cuore in mille pezzi. È stato uno degli amori, se non l’amore più grande che abbia mai provato e lo è tuttora. Io non mi sono ancora arreso e non mi arrenderò. Il mondo di oggi, con messaggi, Internet, sembra rovinare tutto; forse sarebbe bastato solo un secondo, un solo attimo per fermarla e dirle, mentre ti guarda negli occhi, una frase, una piccola frase molto significativa, proprio mentre parli faccia a faccia, ovvero “ti amo”. Ma tutto questo non è mai e non è ancora successo, e, a volte, penso di essere senza speranza, ma, in realtà, ci credo ancora. Ti prego, torna qui a Parma, devo dirti molte altre cose e spero che anche tu abbia qualcosa da dirmi, così da parlarne insieme e affrontare tutti i problemi a testa alta. So che non ami il viaggiare e che sei un po’ timido, ma io non ti dirò “vieni qui” solo perché ci sono posti molto belli da vedere, ma “vieni qui” perché io ho bisogno di te e ti aspetterò a braccia aperte. Potremmo andare ancora l’uno a casa dell’altro, giocare e parlare come ai vecchi tempi, come da bambini, come quei bambini che si dicevano tutto.