Luis Sepúlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996)

a cura di Raphael Imbrisca

Il libro di cui vorrei parlare è dello scrittore Luis Sepúlveda e s’intitola Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Se uno si ferma al titolo, immagina di avere di fronte una delle tante favole per bambini, con gli animali come protagonisti. In realtà, è una via di mezzo tra la fiaba e la parabola, cioè nasconde, attraverso le storie dei personaggi, insegnamenti e valori molto importanti. Tutto comincia con la gabbiana Kenga, che, non accorgendosi del pericolo, cade in una grande macchia di petrolio nel Mare del Nord; con le ali pesanti a causa del petrolio, vola a stento su Amburgo, poi precipita sul balcone di una casa, dove sta riposando un gattone nero, di nome Zorba. Prima di morire, la gabbiana si fa promettere da Zorba tre cose: di non mangiare l’uovo che sta per deporre, di proteggere il piccolo gabbiano quando nascerà e di insegnargli a volare. Zorba è confuso e preoccupato, ma dato che è un gatto buono e intelligente, si prenderà cura della gabbianella e, con i suoi amici gatti, la preparerà al volo. Zorba, in effetti, dimostra di saper difendere l’uovo con molta astuzia; un giorno, l’amico di casa vuole pulire il balcone, ma lì è nascosto l’uovo! Zorba, allora, rompe un vaso di cristallo per distrarre l’uomo e nasconde l’uovo sotto un letto; un’altra volta, difende la gabbianella da due gattacci che volevano mangiarla, graffiando con gli artigli le orecchie dei due vigliacchi.

I temi che Luis Sepúlveda affronta sono la generosità disinteressata, la solidarietà nei confronti dei “diversi” e l’amore per gli animali e la natura.

I primi due temi sono molto evidenti. Per esempio, i gatti avrebbero potuto anche mangiare la gabbianella, ma dimostrano di essere generosi, preferendo accettarla e aiutarla in tutti i modi. Fortunata è tenera, buffa e divertente; appena nata, chiama Zorba “mamma” e cerca di fare le fusa come lui. Nello svolgersi del racconto, mi è piaciuto il contributo che ogni personaggio dà per aiutare la gabbianella: Zorba dà affetto e protezione; Diderot, grigio e piccolo, che fa la mascotte in un bazar, e dedica il suo tempo a studiare le migliaia di libri raccolti nel negozio, è inventivo e pasticcione; Colonnello – di età indefinibile – dà i consigli più strani a tutti. Fortunata, insomma, è molto amata, perché solo lo scimpanzé Mattia la fa soffrire, ricordandole la sua diversità; questo personaggio mi ha fatto venire in mente certi bulletti che fanno i prepotenti quando un ragazzo è debole e indifeso e ridono dei suoi difetti. Zorba, però, la rassicura: è vero che lei non è un gatto e che un giorno dovrà volare, ma non perderà mai l’affetto e l’amicizia di tutti i gatti del porto. Per far volare la gabbianella, i quattro amici si impegnano a fondo, ispirandosi anche a Leonardo da Vinci! Molti tentativi falliscono, ma poi i gatti decidono di farsi aiutare da un uomo che ispira fiducia, il poeta, gentile e sensibile, che trova una soluzione: far volare la gabbianella nella zona di San Michele, in una notte di pioggia e di vento. A questo punto, mi sono un po’ commosso per l’addio tra Zorba e la gabbianella, ma ho fatto il tifo per lei che, finalmente, con l’aiuto di tanti amici, vola libera e felice nel cielo di Amburgo.

L’amore dello scrittore per gli animali e la natura, inoltre, si trova in ogni pagina. La gabbiana è una vittima dell’incuria dell’uomo verso la natura. Zorba è realmente esistito: era il gatto dello scrittore, che aveva vissuto con lui e la sua famiglia per molti anni, e morto proprio quando Sepúlveda terminava il libro. Il gatto Spartivento denuncia la spazzatura e la plastica che ricoprono la foce dell’Elba e che di conseguenza, uccidono la flora e la fauna del mare.

Lo stile del libro, semplice e scorrevole, mi è piaciuto molto, perché lo scrittore sceglie sempre di non essere aggressivo, anche quando denuncia il male che l’uomo compie nei confronti della natura. E io spero, come lui, che la lettura di questo libro possa trasmettere il rispetto per la natura e l’amore per tutti gli animali.

Viaggi nella mente

di Michele Nelli

In occasione del progetto di promozione alla lettura, realizzato in collaborazione con la libreria Libri e formiche di Parma, abbiamo conosciuto l’attrice Laura Torelli, il cui lavoro consiste nel presentare la letteratura in chiave umoristica, così da avvicinare anche i ragazzi meno “appassionati” alla lettura di testi che hanno in comune il tema della scuola: i nuovi prof, il passaggio “drastico” dalle elementari alle medie, il bullismo, i rapporti tra gli alunni visti sia dal loro punto di vista, sia da quello dell’insegnante, ecc. Nell’incontro del 24 febbraio scorso, l’attrice ci fatto viaggiare con la mente, leggendo e interpretando brani di alcuni libri interessanti che permettevano di capire l’intera trama, oppure, semplicemente, parlando o spiegando il succo del libro in questione.

Tra i libri scelti ce n’era uno che ormai non ha più bisogno di vere e proprie spiegazioni: La Schiappa di Jerry Spinelli; un libro accattivante che parla di un ragazzino ordinario, di nome Donald Zinkoff, che, nelle interrogazioni, alza sempre la mano anche se non sa la risposta, prende tutto alla lettera… e viene quindi giudicato dai suoi amici con una sola parola che secondo loro lo descrive perfettamente: schiappa.

Un altro libro consigliato vivamente dall’attrice è The Bully Book. Quando il misterioso “libro segreto dei bulli”, in cui sono scritte tutte le principali mosse da fare per essere un vero e proprio duro, va nelle mani di Eric Haskins, un ragazzo preso di mira dagli “sfacciati di classe”, i ruoli di “sfigato” e “teppista” si confondono. L’autore, Eric Kahn Gale, ha voluto raccontare questa insolita vicenda alternando le pagine del diario ai pensieri del protagonista mentre le legge.

L’ultima proposta dell’artista è stata La mia vita con Yoda, del saggista Tom Angleberger. In questo libro si parla del famoso pupazzetto-origami del personaggio che, in Star Wars, interpreta la saggezza e la dote di trovare ad ogni situazione, talvolta imbarazzante, un rimedio efficace e veloce. La fantasia dell’autore e la base fantascientica gli hanno permesso di realizzare questa storia, in cui gli episodi raccontano le esperienze difficili di ogni compagno, risolte dalla sapienza dello Yoda. Si crea, quindi, anche una specie di filosofia, di cui lo Yoda è protagonista; e questa è la dimostrazione che basta un pizzico di furbizia per risolvere qualsiasi tipo di problema.