di Bianca Cavallotti

Che cosa vuol dire “felicità”? Non esiste un significato che vada bene a tutti. Siamo noi che, in base a ciò che pensiamo e proviamo, le diamo un senso. Se andiamo a cercare, su Internet, il significato di felicità, verrà fuori che essa è lo stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri. Ciò lo trovo in parte giusto e in parte sbagliato, perché, da un lato, è vero che le soddisfazioni, i traguardi, i desideri avverati e tutto ciò che possiamo raggiungere o creare ci rende felici, dall’altro, penso che, per la felicità, basti essere ciò che siamo, senza sentire il bisogno di cose materiali. Anzi, se ci pensiamo, esiste un enorme paradosso tra il possesso di questi ultimi e la felicità; i soldi, pur essendo indispensabili, oltre un certo limite finiscono per impoverire la nostra esistenza. Da quel poco che posso osservare quotidianamente, nella maggior parte dei casi, le persone molto ricche sono terribilmente angosciate. Alcuni individui arrivano anche a suicidarsi, perché si rendono conto di non sapere se coloro che li circondano tengano davvero a loro, oppure se siano persone interessate solo a ricavare vantaggi dalla loro ricchezza. Il denaro può essere pericoloso come una droga; giorno dopo giorno, i soldi vanno protetti, preservati e bisogna farli crescere, al punto che diventano il vero scopo della vita, svuotandone il significato. Se ci pensiamo, il processo che porta alla dipendenza è lo stesso: una volta che provi, non riesci più a smettere, perché ciò che prima era la felicità, ora è la dipendenza da qualcosa, da cui si è ossessionati e di cui non si riesce più a fare a meno. Inoltre, la dipendenza da denaro è direttamente proporzionale alla quantità posseduta e al tempo di vita impiegato per accumularne. Il poeta bengalese Rabindranath Tagore ci dà una bella definizione di ricchezza: «Porto dentro di me un peso terribile: il peso della ricchezza che non ho dato agli altri»; la ricchezza che si trova in noi e che possiamo donare semplicemente divenendo chi siamo.