Autore: marco1968

La Costituzione e noi. L’articolo 2

di Elena Dallargine “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Parole chiare ed esaustive, quelle dell’art. 2 della nostra Carta, su alcuni concetti fondamentali per la vita dell’uomo. Parole che nascono dalla storia. Infatti, la Costituzione italiana, entrata in vigore, il 1° gennaio 1948, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, s’inseriva in un mondo che aveva un fresco ricordo dei forti conflitti, degli orrori e della tragedia della Shoah, del totalitarismo, la disumanità e le innumerevoli discriminazioni. Questo periodo nero non poteva che risvegliare la necessità di affermare il primato dell’individuo, che è alla base del principio personalista della Costituzione. Sono trascorsi quasi settant’anni dalla stesura della Costituzione e il mondo è cambiato sotto vari punti di vista e, con lui, anche i problemi che lo affliggono. Al giorno d’oggi, i principali di essi sono le migrazioni, l’integrazione, l’intolleranza, le discriminazioni e il lavoro. L’Italia e l’Europa sono in un periodo di crisi, ma non solo economica, anche di umanità. La maggior parte degli Stati e degli individui pensa a sé, al proprio benessere, e per questo la parola solidarietà si è un po’ dimenticata. Bisogna allora ricordare l’importanza che, nell’articolo 2 della Costituzione, sia affermato il principio di solidarietà che, a differenza...

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Make America great again?

8 novembre 2016. Con 64 milioni di voti, Donald Trump viene eletto quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Inizialmente, è essenziale dire che la presidenza Trump alla Casa Bianca, come dice Aldo Giannuli, non sarà come una delle tante che l’hanno preceduta, ma sarà una presidenza di svolta, che si presenterà come un lunghissimo tunnel, di cui non si vede la fine. Secondo molti politologi, Trump sarà il presidente più divisivo che gli Stati Uniti abbiano mai avuto: la conseguenza sarà, come scrive Giannuli, l’impoverimento della forza americana sullo scenario internazionale. Ciò che è avvenuto negli Stati Uniti assomiglia molto allo scenario europeo: la delegittimazione dei partiti tradizionali e riforme che colpiscono sia a destra sia a sinistra, senza distinzioni. Tutto sommato non è Trump ad aver vinto, ma i democratici ad aver perso. Prendiamo il caso della Pennsylvania, strappata ai democratici: la capitale è stata conquistata da Hillary Clinton con un margine molto largo. Trump, invece, si è concentrato su tutte quelle zone di periferia isolate dalle grandi città. Come dimostrano alcune statistiche, le persone di più bassa estrazione sociale e con livelli di istruzione inferiore alla media, in gran parte, hanno preferito Trump alla candidata democratica. In molti casi, si tratta di cittadini che si sono sentiti abbandonati dallo Stato, cioè dall’amministrazione democratica di Obama, e che si sono trovati impoveriti dalla globalizzazione, che ha causato un...

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Gentile signora Clinton

di Bianca Zerbini Gentilissima signora Hillary Clinton, mi chiamo Bianca e sono una studentessa della scuola Parmigianino, a Parma, in Italia, e volevo mandarle il mio sostegno in questo momento difficile per lei. Ho sempre pensato che avere una presidentessa donna potesse essere una fonte illuminante per tutte le donne del mondo, in particolare per quelle oppresse e spaventate da regimi politici e religiosi che le credono inferiori all’uomo. Cara Hillary – ti considero una donna di cui potermi fidare ed è per questo che mi rivolgo a te come a un’amica – non ti nego che la vittoria di Trump mi preoccupi molto; credo che lui sia interessato solo a soddisfare il suo bisogno di potere e, per raggiungerlo, sia disposto a calpestare i diritti dei deboli, delle donne, degli omosessuali, dei neri e di tutte le persone che appartengono a minoranze povere e senza lavoro. Da te, in quando donna, mamma e nonna, avremmo invece avuto una politica a favore dell’uguaglianza tra uomo e donna, a sostegno della famiglia e del giusto lavoro per tutti gli americani e per gli uomini e le donne venuti da terre lontane per trovare serenità e salute. Forse anche Trump si impegnerà con i grandi capi del mondo, in particolare i leader della Russia, della Turchia, della Corea e dei Paesi arabi, per costruire un mondo di pace e di accoglienza....

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Gentile signor Trump

ERO ANCH’IO COSI’  di Rahma Hamaied Gentile neo-presidente degli Stati Uniti d’America, mi congratulo con lei e vorrei dirle delle cose che, nel suo lavoro, forse potrebbero esserle utili: non faccia la guerra, è inutile; non utilizzi le donne come se fossero delle cose perché non crede che abbiano dei sentimenti? E infine la cosa più importante: sincerità! Lei ha fatto alcune promesse che forse non manterrà ma così non va bene perché ignora i sentimenti delle persone. Ero anch’io così, fino a che non ho capito che la mia classe si sentiva male a essere presa in giro e me ne sono molto dispiaciuta. Poi ho cercato di migliorare. Ora lei deve fare la stessa cosa e confessare la realtà, cioè che non potrà mai mantenere le promesse. D’altronde, non è l’unico: anche Renzi è così, ma forse è peggio di lei. Comunque, lei dovrebbe finirla di essere razzista: sono passati quei tempi. Un po’ come il suo look, che è molto antico. Le chiedo, poi: come fa a essere così egoista e mancare di rispetto a tutti? Mi dispiace dirglielo ma lei e la Clinton non siete diversi e penso che la gente non avrebbe votato nessuno dei due, se avesse potuto. P.S. Sono musulmana: potrò un giorno visitare il suo Paese? BUONA FORTUNA di Valeria Alexa Caro signor Trump, ci tenevo a congratularmi con lei per la...

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Un blog fuori traccia

di Marco Adorni In una delle sue ultime pubblicazioni, L’ora di lezione, Massimo Recalcati, parlando dell’insegnamento socratico, ne indicava l’essenza e l’attualità con un’affermazione che ritengo adatta a introdurre i motivi per cui abbiamo aperto questo spazio di narrazione per gli studenti della nostra scuola: «Il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva». Di che mancanza sta parlando, qui, lo psicanalista lacaniano? La lumachella de la Vanagloria ch’era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: Già capisco che lascerò un’impronta ne la Storia. (Trilussa) Della mancanza, in ogni autentico processo di formazione, di un sentiero e di una direzione precostituiti – e in qualche modo “trasmissibili” in modo automatico da maestro ad allievo. Perché non vi è un sentiero ben definito che conduca il soggetto al sapere; il soggetto è destinato a perdere le tracce di chi lo ha preceduto e a tracciare il proprio sentiero camminando.  Di qui, la decisione di chiamare questo blog “Millennials’ graffiti”. Oltre al motivo generazionale, infatti, ciò che c’interessava ospitare nel titolo della testata era un’idea di attiva scrittura di sé, libera, nei limiti del possibile, dagli schemi precostituiti, e allo stesso tempo giocosa e creativa. In questo “primo numero”, ci siamo concentrati sull’attualità politica, nello specifico sulle elezioni presidenziali americane, che tanto hanno appassionato anche i nostri ragazzi. Ma gli argomenti che...

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trasparenza

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Dal 1 gennaio 2018

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