Un blog fuori traccia

di Marco Adorni In una delle sue ultime pubblicazioni, L’ora di lezione, Massimo Recalcati, parlando dell’insegnamento socratico, ne indicava l’essenza e l’attualità con un’affermazione che ritengo adatta a introdurre i motivi per cui abbiamo aperto questo spazio di narrazione per gli studenti della nostra scuola: «Il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva». Di che mancanza sta parlando, qui, lo psicanalista lacaniano? La lumachella de la Vanagloria ch’era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: Già capisco che lascerò un’impronta ne la Storia. (Trilussa) Della mancanza, in ogni autentico processo di formazione, di un sentiero e di una direzione precostituiti – e in qualche modo “trasmissibili” in modo automatico da maestro ad allievo. Perché non vi è un sentiero ben definito che conduca il soggetto al sapere; il soggetto è destinato a perdere le tracce di chi lo ha preceduto e a tracciare il proprio sentiero camminando.  Di qui, la decisione di chiamare questo blog “Millennials’ graffiti”. Oltre al motivo generazionale, infatti, ciò che c’interessava ospitare nel titolo della testata era un’idea di attiva scrittura di sé, libera, nei limiti del possibile, dagli schemi precostituiti, e allo stesso tempo giocosa e creativa. In questo “primo numero”, ci siamo concentrati sull’attualità politica, nello specifico sulle elezioni presidenziali americane, che tanto hanno appassionato anche i nostri ragazzi. Ma gli argomenti che...

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