Autore: marco1968

Gentile signor Trump

ERO ANCH’IO COSI’  di Rahma Hamaied Gentile neo-presidente degli Stati Uniti d’America, mi congratulo con lei e vorrei dirle delle cose che, nel suo lavoro, forse potrebbero esserle utili: non faccia la guerra, è inutile; non utilizzi le donne come se fossero delle cose perché non crede che abbiano dei sentimenti? E infine la cosa più importante: sincerità! Lei ha fatto alcune promesse che forse non manterrà ma così non va bene perché ignora i sentimenti delle persone. Ero anch’io così, fino a che non ho capito che la mia classe si sentiva male a essere presa in giro e me ne sono molto dispiaciuta. Poi ho cercato di migliorare. Ora lei deve fare la stessa cosa e confessare la realtà, cioè che non potrà mai mantenere le promesse. D’altronde, non è l’unico: anche Renzi è così, ma forse è peggio di lei. Comunque, lei dovrebbe finirla di essere razzista: sono passati quei tempi. Un po’ come il suo look, che è molto antico. Le chiedo, poi: come fa a essere così egoista e mancare di rispetto a tutti? Mi dispiace dirglielo ma lei e la Clinton non siete diversi e penso che la gente non avrebbe votato nessuno dei due, se avesse potuto. P.S. Sono musulmana: potrò un giorno visitare il suo Paese? BUONA FORTUNA di Valeria Alexa Caro signor Trump, ci tenevo a congratularmi con lei per la...

Read More

Un blog fuori traccia

di Marco Adorni In una delle sue ultime pubblicazioni, L’ora di lezione, Massimo Recalcati, parlando dell’insegnamento socratico, ne indicava l’essenza e l’attualità con un’affermazione che ritengo adatta a introdurre i motivi per cui abbiamo aperto questo spazio di narrazione per gli studenti della nostra scuola: «Il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva». Di che mancanza sta parlando, qui, lo psicanalista lacaniano? La lumachella de la Vanagloria ch’era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: Già capisco che lascerò un’impronta ne la Storia. (Trilussa) Della mancanza, in ogni autentico processo di formazione, di un sentiero e di una direzione precostituiti – e in qualche modo “trasmissibili” in modo automatico da maestro ad allievo. Perché non vi è un sentiero ben definito che conduca il soggetto al sapere; il soggetto è destinato a perdere le tracce di chi lo ha preceduto e a tracciare il proprio sentiero camminando.  Di qui, la decisione di chiamare questo blog “Millennials’ graffiti”. Oltre al motivo generazionale, infatti, ciò che c’interessava ospitare nel titolo della testata era un’idea di attiva scrittura di sé, libera, nei limiti del possibile, dagli schemi precostituiti, e allo stesso tempo giocosa e creativa. In questo “primo numero”, ci siamo concentrati sull’attualità politica, nello specifico sulle elezioni presidenziali americane, che tanto hanno appassionato anche i nostri ragazzi. Ma gli argomenti che...

Read More

trasparenza

trasparenza

Dal 1 gennaio 2018

Collegamenti rapidi