Sabato 30 novembre  2019, nell’Auditorium del plesso Cocconi, si è tenuto un incontro formativo per le classi terze della scuola secondaria di primo grado su bullismo e cyberbullismo. Ha introdotto i lavori la dirigente scolastica, dott.ssa Caprioli Mariavittoria, che ha sottolineato l’importanza di conoscere il fenomeno, che sta diventando un’urgenza sociale, per costruire le premesse di un mondo futuro più attento alla tutela delle persone più esposte. Del resto, il Miur ha voluto tutelare i minori vittime di bullismo e cyberbullismo con apposita legge (n.71/17), emanata dopo l’atroce esperienza di Carolina Picchio. Occorre offrire un aiuto concreto a ragazze e ragazzi che, giorno dopo giorno, si improvvisano costruttori della propria immagine, “biglietto da visita” indispensabile per essere all’altezza di un mondo, reale e virtuale, che esalta modelli di perfezione impossibili da conseguire.
La scuola ha un ruolo centrale: la responsabilità educativa. Tocca alla scuola stimolare negli alunni una riflessione sul disvalore sociale e, attraverso un approccio inclusivo, sviluppare una progettualità volta al contrasto del fenomeno e alla prevenzione.

L’intervento della dirigente si è, poi, concentrato sul malessere, riversato in Internet dai giovanissimi, senza la consapevolezza dei pericoli presenti nel mare magnum del web. «È un po’ come mandare una richiesta di aiuto in una bottiglia. Come il naufrago gettava la bottiglia in mare, così i nostri ragazzi gettano messaggi nella Rete. Il problema è che talvolta questa bottiglia non viene raccolta da chi dà una mano, ma da persone che tirano una sberla». I ragazzi devono essere sensibilizzati a un uso responsabile della Rete, a uno sviluppo delle competenze digitali che li renda capaci di gestire le relazioni digitali in agorà non protette.

Al termine del suo intervento, la dirigente scolastica ha passato la parola alle avvocatesse Moschioni Monica e Dodi Silvia, che hanno arricchito i propri interventi con una serie di dati statistici eloquenti e testimonianze estremamente toccanti. L’incontro si è chiuso con l’augurio di instaurare una rete di prevenzione (scuola-famiglie-istituzioni) che possa garantire protezione ai più piccoli, figure doppiamente vulnerabili: non solo essi devono affrontare emotivamente l’impatto con il mondo reale, ma anche la seduzione offerta da quello virtuale che, sebbene in apparenza allettante e lusinghiero, si rivela nei fatti estremamente pericoloso.