Lo scorso 5 giugno, presso il Wopa di Parma, abbiamo celebrato, come da tradizione, la festa di fine anno scolastico del nostro istituto.

Ci rende particolarmente orgogliosi constatare come l’evento sia stato apprezzato dai nostri ragazzi e dalle famiglie. L’obiettivo che ci spinge, ogni anno, a organizzarlo, è quello di creare una situazione in cui genitori, studenti e docenti possano stare insieme per condividere momenti di ilarità, riflessione, testimonianza e gioia. Nonché per dare l’occasione al dirigente di celebrare, a mo’di suggello, il compimento di un percorso formativo di tre anni, chiamando per nome, ad uno ad uno, gli studenti delle classi terze a salire sul palco con lui per prendere parte al momento del lancio del cappello in stile college americano; faccio qui presente che i cappelli vengono, ogni anno, fabbricati artigianalmente dai nostri ragazzi, guidati dagli insegnanti di Tecnologia e/o Arte, perché è sempre buona cosa essere un po’autoironici.

Siamo rimasti stupiti, com’è sempre avvenuto – da tre anni a questa parte –, della serietà con cui i nostri ragazzi hanno preso parte alla festa. Hanno rispettato il dress code che avevamo comunicato. E, nonostante la concitazione, quelli in “prima linea”, chiamati a leggere o recitare sul palco, hanno saputo tenere a bada le emozioni e con grande coraggio e determinazione ci hanno fatto ridere e anche pensare: ci hanno fatto pensare alla fortuna di averli avuti con noi in questi tre anni. Il presentatore-musicista rap, che abbiamo “assoldato” per questa edizione, ha saputo intrattenerci in modo arguto e divertente, lasciando che la parte più brillante e gioiosa dei ragazzi potesse esprimersi liberamente.

Anche quest’anno, il deejay, un ex studente del Parmigianino, ha dato il meglio di sé. Ha portato la sua consollee ci ha stupito con la sua brillante e precoce professionalità. I ragazzi hanno ballato, sudato, urlato, saltato. È andato tutto liscio e… abbiamo ballato anche noi!