«Esse­re bam­bi­ni è un dirit­to»: per que­sto, il 20 novem­bre, si cele­bra la Gior­na­ta mon­dia­le dei dirit­ti dell’infanzia. La data è sta­ta scel­ta per ricor­da­re i prin­ci­pî con­te­nu­ti nel­la Con­ven­zio­ne del 1989, con la qua­le ogni Sta­to si assu­me l’impegno di pro­teg­ge­re i mino­ri. Mol­to spes­so, in que­sti ulti­mi tem­pi, ci si ritro­va a riflet­te­re e a discu­te­re del pro­ble­ma dei dirit­ti dei bam­bi­ni. Non è mai sem­pli­ce rac­con­ta­re ai bam­bi­ni quan­to sia dif­fi­ci­le, per mol­ti loro coe­ta­nei, la vita quo­ti­dia­na. Tut­to sem­bra dovu­to, tut­to sem­bra scon­ta­to ma, anco­ra oggi, sono tan­tis­si­mi i bam­bi­ni del mon­do a non poter ave­re quel­le pos­si­bi­li­tà san­ci­te dal­la Con­ven­zio­ne del­le Nazio­ni Uni­te sui dirit­ti dell’infanzia. La pri­ma cosa che gene­ral­men­te si dovreb­be fare, quan­do si affron­ta­no que­ste tema­ti­che, è quel­la di met­ter­si nei pan­ni dei bam­bi­ni e del­le bam­bi­ne. Essi sono un patri­mo­nio. Rap­pre­sen­ta­no il futu­ro del­la socie­tà. Non esi­ste una gra­dua­to­ria dei dirit­ti più impor­tan­ti per i bam­bi­ni. Poter sba­glia­re, non dover­si ver­go­gna­re del­le pro­prie pau­re e ave­re tem­po libe­ro per poter gio­ca­re, fan­ta­sti­ca­re e cre­sce­re. E, anco­ra, poter espri­me­re le pro­prie emo­zio­ni ed esse­re rispet­ta­ti dagli adul­ti quan­do si ha biso­gno di pian­ge­re, esse­re tri­sti e malin­co­ni­ci. Loris Mala­guz­zi soste­ne­va:

Il bam­bi­no, con il tem­po, gra­zie all’insistenza del mon­do degli adul­ti, per­de tut­ti quei lin­guag­gi che ave­va inna­ti (da quel­lo del cor­po a quel­lo dei gesti, da quel­lo dei sen­ti­men­ti a quel­lo del­le emo­zio­ni) e ne acqui­si­sce uno che non ave­va e con il qua­le non si sareb­be mai espres­so se non ci fos­se sta­to por­ta­to dal mon­do dei gran­di. Il gio­co per­met­te al bam­bi­no di riac­qui­si­re un lin­guag­gio sem­pli­ce e per lui natu­ra­le, e a noi adul­ti di poter entra­re in pun­ta di pie­di nel suo mon­do sen­za la screan­za­ta sup­po­nen­za che spes­so carat­te­riz­za le nostre pre­te­se nei con­fron­ti del mon­do dei pic­co­li.

Gio­can­do gli inse­gnia­mo e lui ci inse­gna, ci scam­bia­mo mes­sag­gi ed espe­rien­ze, rego­le e pat­ti. Il pon­te fra noi e loro è il gio­co. Ed è per que­sto che gio­ca­re, per i bam­bi­ni, è un dirit­to, e per noi qua­si un dove­re! Eppu­re spes­so sia­mo distrat­ti da que­sto dirit­to fon­da­men­ta­le, ci pare poco impor­tan­te di fron­te agli altri. Sia­mo nell’epoca in cui tut­to è pro­gram­ma­to e infor­ma­tiz­za­to. Alle bam­bi­ne e ai bam­bi­ni offria­mo pra­ti­ca­men­te una set­ti­ma­na pro­gram­ma­ta nei mini­mi det­ta­gli. Spes­so i loro per­cor­si sco­la­sti­ci, le loro car­rie­re sono pre­de­fi­ni­ti da noi adul­ti.

È neces­sa­rio ricor­da­re che l’infanzia va vis­su­ta in quan­to tale e non solo come perio­do di pre­pa­ra­zio­ne all’età adul­ta. Edu­ca­re a casa e a scuo­la signi­fi­ca fare la stra­da insie­me, atten­ti a ciò che ci vie­ne incon­tro in manie­ra impre­vi­sta. È fon­da­men­ta­le per noi gran­di pren­de­re coscien­za che il tem­po del gio­co, il tem­po dell’ozio, il tem­po del “non fare nien­te insie­me agli ami­ci” è impor­tan­te. Rega­lia­mo loro il nostro tem­po. Quan­do saran­no adul­ti i bam­bi­ni ricor­de­ran­no soprat­tut­to il tem­po che i geni­to­ri, le per­so­ne care e anche gli inse­gnan­ti han­no tra­scor­so con loro. Lo ricor­de­ran­no meglio di qual­sia­si dono o gio­cat­to­lo rice­vu­to in rega­lo e pur­trop­po ricor­de­ran­no anche i momen­ti tri­sti in cui sono sta­ti lascia­ti soli quan­do inve­ce avreb­be­ro volu­to com­pa­gnia e vici­nan­za. I bam­bi­ni devo­no sape­re che pos­sia­mo esse­re al loro fian­co quan­do han­no biso­gno di noi, fos­se sem­pli­ce­men­te per augu­ra­re loro la buo­na­not­te, per gio­ca­re un po’ o per leg­ge­re insie­me una fia­ba. Solo attra­ver­so il tem­po che pas­sia­mo insie­me a loro i bam­bi­ni pos­so­no capi­re quan­to sia for­te e impor­tan­te la magia dell’affetto e dell’amore.

                                                                                                       La Diri­gen­te Sco­la­sti­ca

                                                                                                           Dott.ssa Maria­vit­to­ria Caprio­li