di Mar­co Ador­ni

Il 2 set­tem­bre scor­so, pres­so l’Auditorium del­la nostra scuo­la, si è tenu­to il pri­mo Col­le­gio dei docen­ti dell’anno sco­la­sti­co 2019/20, nel cor­so del qua­le la nuo­va Diri­gen­te sco­la­sti­ca, prof.ssa Maria­vit­to­ria Caprio­li, si è pre­sen­ta­ta ai docen­ti del­la scuo­la pri­ma­ria e secon­da­ria.

Pri­ma di affron­ta­re gli aspet­ti orga­niz­za­ti­vi e ini­zia­re i lavo­ri pre­vi­sti, la Diri­gen­te ha tenu­to un discor­so con cui ha inte­so pre­sen­ta­re e spie­ga­re alcu­ni ele­men­ti del­la sua filo­so­fia edu­ca­ti­va.

Pur rico­no­scen­do e rispet­tan­do la liber­tà d’insegnamento degli inse­gnan­ti, ha fat­to pre­sen­te come toc­chi pro­prio alla fun­zio­ne diri­gen­zia­le il com­pi­to di costrui­re la pro­spet­ti­va entro cui le azio­ni peda­go­gi­che sia­no pen­sa­te, pro­get­ta­te e rea­liz­za­te. L’organizzazione di una scuo­la com­ples­sa e di rag­guar­de­vo­li dimen­sio­ni come l’Istituto Com­pren­si­vo Par­mi­gia­ni­no richie­de, infat­ti, una visio­ne d’insieme con­di­vi­sa da tut­ti gli atto­ri del­la comu­ni­tà edu­can­te.

La cor­ni­ce valo­ria­le  ha al pro­prio cen­tro gli alun­ni.  L’obiettivo comu­ne è quel­lo di tute­la­re il  per­cor­so for­ma­ti­vo dei ragaz­zi che van­no orien­ta­ti ver­so un tipo di cre­sci­ta non solo evo­lu­ti­va ma soprat­tut­to edu­ca­ti­va. La scuo­la deve esse­re pen­sa­ta per accom­pa­gna­re gli alun­ni nel­la loro cre­sci­ta per­so­na­le, sen­za la pre­te­sa di costrin­ger­li entro tra­iet­to­rie didat­ti­che trop­po rigi­de, asse­con­dan­do le loro pecu­lia­ri­tà,  le sin­go­la­ri­tà, i per­cor­si esi­sten­zia­li, la dimen­sio­ne di sogni e di biso­gni, le straor­di­na­rie poten­zia­li­tà che, alla loro gio­va­ne età, fan­no supe­ra­re anche gli osta­co­li appa­ren­te­men­te insor­mon­ta­bi­li.

L’esperienza dell’apprendere rap­pre­sen­ta il fon­da­men­to dell’esperienza sco­la­sti­ca ma essa per­de di signi­fi­ca­to se non c’è inte­gra­zio­ne tra le cono­scen­ze, in gra­do di indi­riz­za­re i com­por­ta­men­ti, e le com­pe­ten­ze, inte­se come dimen­sio­ne dell’alunno che, di fron­te a situa­zio­ni e pro­ble­mi, met­te in gio­co ciò che sa e ciò che sa fare, ciò che lo appas­sio­na e ciò che vuo­le rea­liz­za­re.

È anche dal­la cen­tra­li­tà attri­bui­ta ai bambini/ragazzi che la Diri­gen­te ha mos­so per sot­to­li­nea­re la neces­si­tà che il cor­po docen­te sap­pia muo­ver­si in modo coor­di­na­to e pro­fi­cuo. La sud­di­vi­sio­ne in clas­si non può mai impli­ca­re la chiu­su­ra gelo­sa del docen­te ver­so il pro­prio sape­re, la pro­pria pra­ti­ca ed espe­rien­za didat­ti­ca. La scuo­la va pen­sa­ta come una real­tà aper­ta e col­la­bo­ra­ti­va entro cui tut­te le sue par­ti sap­pia­no dia­lo­ga­re e tro­va­re la sin­te­si.

In que­sto sen­so, la scuo­la deve saper­si apri­re al ter­ri­to­rio e gli inse­gnan­ti sono chia­ma­ti a inte­ra­gi­re con gli atto­ri che lo popo­la­no. Par­ma è una cit­tà ric­ca di cul­tu­ra e in cui si respi­ra un desi­de­rio di socia­li­tà. Anche se non bene­fi­cia­ta da un cli­ma sola­re e medi­ter­ra­neo, la cit­tà ha, soprat­tut­to nel­le sue real­tà asso­cia­ti­ve, frut­to di una popo­la­zio­ne intra­pren­den­te e atten­ta ai biso­gni, un teso­ro di pos­si­bi­li­tà di socia­liz­za­zio­ne, ciò di cui una scuo­la come l’Istituto com­pren­si­vo Par­mi­gia­ni­no, col­lo­ca­ta in un quar­tie­re viva­ce, den­sa­men­te popo­la­to ed ete­ro­ge­neo sul pia­no socia­le, ha quan­to mai biso­gno. Una scuo­la aper­ta, tan­to nel­la sua moda­li­tà di fun­zio­na­men­to inter­na e nel suo modo di rap­por­tar­si con la socie­tà, è la con­di­zio­ne fon­da­men­ta­le per far sen­ti­re gli stu­den­ti sem­pre a casa e accol­ti in un luo­go che per­met­te loro non solo di “cavar­se­la” ma di costruir­si un futu­ro miglio­re.